BRIVADI NARRALUOGHI · VITE · CAMMINI

Il Progetto

Hai guardato il mare. Ora voltati.

Chi arriva sulla costa di Ricadi guarda quasi inevitabilmente verso il mare. È difficile fare altrimenti: il paesaggio possiede una forza capace di attirare lo sguardo e sembra contenere già tutto ciò che merita di essere visto.

Eppure, alle sue spalle, esiste un altro territorio, fatto di case comuni, strade, vigne, porte, finestre, vecchi caselli, muri e tracce della vita quotidiana. Sono luoghi davanti ai quali si può passare molte volte senza trovare una ragione per fermarsi, perché spesso non possiedono la bellezza, la notorietà o l’importanza storica che siamo abituati a cercare quando visitiamo un territorio.

Brivadi Narra nasce da qui: da ciò che normalmente nessuno guarda.

Esplora il progetto

Ciò che rimane fuori dalla guida

Ogni territorio possiede luoghi il cui valore è già riconosciuto. Hanno un nome, una storia conosciuta, talvolta un cartello che li indica e un significato che precede il nostro incontro con essi.

Accanto a questi ne esistono molti altri che non chiedono di essere osservati. Non sono monumenti e spesso non hanno nulla di eccezionale da mostrare, ma sono stati attraversati dalla vita delle persone: qualcuno vi ha abitato, lavorato, aspettato, incontrato qualcuno, compiuto ogni giorno lo stesso gesto oppure custodito qualcosa che agli occhi degli altri poteva apparire insignificante.

Il tempo può cancellare queste relazioni senza cancellare i luoghi che le hanno ospitate. Rimane allora una casa di cui non conosciamo più gli abitanti, una porta della quale ignoriamo chi possedesse la chiave, un casello senza il ferroviere che vi trascorreva le giornate, una vigna senza le persone che ne conoscevano ogni filare.

Brivadi Narra lavora dentro questa distanza tra ciò che è ancora visibile e ciò che rischia di non esserlo più.

Non tutto ciò che è vecchio ha una storia

Rivolgere lo sguardo verso ciò che normalmente ignoriamo comporta un rischio: cominciare a vedere significati dappertutto.

Un rudere non diventa importante semplicemente perché è antico e una casa abbandonata non possiede necessariamente una storia che meriti di essere raccontata. Brivadi Narra non vuole attribuire poesia a ogni rovina né costruire un paese immaginario nel quale ogni pietra custodisca un segreto.

Dietro alcuni luoghi emergono persone, relazioni, gesti e avvenimenti capaci di restituire loro un significato; dietro altri può non emergere nulla. Anche riconoscere questa differenza fa parte della ricerca.

Prima del racconto

Ogni storia di Brivadi Narra comincia da qualcosa che esiste, o che è esistito, nel territorio reale: un edificio, una fotografia, un oggetto, una testimonianza, un ricordo raccontato da qualcuno, una traccia ancora visibile oppure qualcosa che il tempo ha cancellato quasi completamente.

Prima di scrivere bisogna osservare il luogo, ascoltare chi lo ricorda, raccogliere testimonianze e informazioni, confrontare versioni diverse e cercare di comprendere quali relazioni abbiano dato significato a ciò che oggi vediamo.

La memoria, naturalmente, non è un archivio perfetto. Le persone dimenticano, confondono date, ricordano lo stesso avvenimento in modi differenti e qualche volta riempiono inconsapevolmente ciò che il tempo ha lasciato vuoto. Per questo le testimonianze non vengono trattate semplicemente come prove, ma come parte di una ricerca che le mette in relazione con fotografie, documenti, luoghi e altre memorie.

La ricerca non serve a dimostrare che una storia esiste, ma a scoprire se esiste qualcosa che valga la pena raccontare.

Quando la ricerca diventa narrazione

Brivadi Narra non è però un archivio storico. Una volta raccolte le tracce interviene la narrazione, che costruisce scene, personaggi e situazioni attraverso cui il lettore possa entrare in relazione con ciò che la ricerca ha fatto emergere.

È un passaggio delicato, perché raccontare significa inevitabilmente trasformare. La narrazione può avvicinare elementi distanti, immaginare un incontro o affidare a un personaggio una domanda che nessun documento ha mai registrato; non dovrebbe però inventare arbitrariamente il significato di un luogo.

La distinzione tra realtà e costruzione narrativa non è quindi un limite da nascondere, ma una parte essenziale del progetto: la ricerca cerca le tracce; la narrazione prova a renderle percepibili.

È tra questi due momenti che nasce Brivadi Narra.

Il vuoto non deve essere riempito

Anche le fotografie partecipano a questa ricerca. Non hanno il compito di dimostrare ciò che il testo racconta né di trasformare Brivadi in una destinazione da contemplare, ma di restituire al lettore il tempo necessario per osservare.

Per questo nelle immagini possono comparire strade vuote, case senza persone, porte chiuse, campagne silenziose e luoghi nei quali sembra non accadere nulla. Il vuoto non serve a costruire un paese nostalgico e neppure a cancellare il presente: serve a ridurre le distrazioni e a lasciare emergere le tracce delle vite che hanno attraversato quei luoghi.

Vuoto, silenzio e assenza non sono ciò che manca alla storia. Possono essere lo spazio necessario perché una storia torni a essere ascoltata.

Perché Brivadi

Brivadi non è stata scelta perché fosse un luogo unico. Il progetto nasce qui per una ragione più semplice: è un territorio conosciuto dall’interno.

Vivere in un luogo significa poterlo attraversare nel tempo, conoscere persone che ne conservano ancora i ricordi, sapere a chi rivolgere una domanda e poter tornare più volte sulla stessa storia. Molte delle tracce sulle quali lavora Brivadi Narra esistono ancora perché qualcuno le ricorda e diventano accessibili attraverso relazioni che richiedono prossimità e fiducia.

A questa condizione se ne aggiunge un’altra. Molti luoghi quotidiani di Brivadi non arrivano allo sguardo accompagnati da significati già stabiliti: una casa, una vigna, una strada, un portone o un vecchio casello non dicono immediatamente perché dovrebbero essere importanti. Rimane così uno spazio tra ciò che vediamo e ciò che quel luogo può aver significato per chi lo ha vissuto.

È dentro questo spazio che Brivadi Narra sceglie di lavorare, rivolgendosi soprattutto a quei luoghi il cui significato non ci viene consegnato prima ancora di incontrarli.

Una domanda che parte da un luogo reale

Brivadi Narra è un progetto culturale di ricerca e narrazione dedicato al rapporto tra luoghi, memoria e significato. Utilizza testimonianze, tracce del territorio, fotografie e costruzione narrativa per esplorare ciò che può sopravvivere della vita delle persone nei luoghi che hanno attraversato.

Brivadi è il luogo nel quale questa ricerca è potuta cominciare, non un’eccezione da dimostrare. E proprio per questo la domanda può andare oltre i suoi confini: quante cose scompaiono non quando vengono demolite, ma quando nessuno è più capace di riconoscere ciò che hanno significato?

Brivadi Narra non vuole trasformare ciò che normalmente passa inosservato in qualcosa di eccezionale. Cerca ciò che rimane delle vite che lo hanno attraversato e prova, attraverso la narrazione, a restituire spazio a ciò che rischia di diventare invisibile.

Non si tratta di rendere Brivadi eccezionale. Si tratta di guardarla abbastanza da non aver bisogno che lo sia.

Brivadi Narra

Hai guardato il mare. Ora voltati.

BRIVADI NARRA
ItalianoEnglishDeutsch