BRIVADI NARRALUOGHI · VITE · CAMMINI
Un sentiero fra i fichi conduce verso una casa intravista; il mare resta lontano.

La casa che guardava la terra

Prima tappa del Cammino

La stradina scendeva tra i fichi e la macchia mediterranea, stretta abbastanza da costringerlo ogni tanto a spostare un ramo con la mano. Dopo qualche minuto si voltò e riuscì ancora a distinguere il belvedere e, poco oltre, la sagoma della rupe davanti al mare.

Il Guardiano era rimasto al suo posto.

La cosa gli sembrò strana solo allora. Avevano parlato così a lungo che, senza rendersene conto, aveva cominciato a considerarlo una presenza familiare; eppure non gli aveva detto dove portasse quella strada, né gli aveva suggerito di prenderla. Era stato lui a scegliere.

Continuò.

A poco a poco le voci del belvedere scomparvero e rimasero il frinire delle cicale, il rumore dei passi sulla terra secca e, ogni tanto, il mare che tornava a mostrarsi tra la vegetazione, molto più in basso.

Era sempre magnifico, ma la macchina fotografica rimase appesa alla spalla.

Dopo una curva il sentiero si aprì e davanti a lui comparve una vecchia casa.

Sorgeva sul promontorio, circondata dalla terra lavorata e dagli alberi. Oltre il margine dei campi, molto più in basso, il mare tornava ad aprirsi fino all’orizzonte.

Si fermò.

Da quella posizione la casa e il mare entravano quasi naturalmente nella stessa immagine: le mura segnate dal tempo, la terra scura e, oltre, il blu.

Sollevò la macchina fotografica.

Dalla casa, la terra lavorata conduce verso il mare aperto e un promontorio lontano.

Cercò l’inquadratura migliore, spostandosi verso il margine della strada. Poi qualcosa lo fece esitare.

Abbassò l’obiettivo.

Guardò meglio la casa.

La terra lavorata e il percorso di ritorno verso la casa.

Con tutto quel mare davanti, si sarebbe aspettato finestre aperte verso l’orizzonte, una porta, uno spazio da cui fermarsi a contemplarlo. Invece le aperture sembravano appartenere alla direzione opposta, quella dei campi e della strada.

Girò intorno alla costruzione.

La casa guardava la terra.

Quella stranezza lo trattenne più della fotografia che aveva cercato.

Si avvicinò e cominciò a osservarla. Il campo arrivava quasi fino ai muri e la strada terminava davanti alla casa come se non fosse stata tracciata per condurre qualcuno a vedere il mare, ma per riportarlo lì.

Provò a seguirla con lo sguardo nella direzione da cui era venuto.

Immaginò di percorrerla al contrario.

Non come un turista che andava verso qualcosa che non conosceva, ma come qualcuno che tornava.

Forse alla fine di una giornata nei campi.

Si avvicinò a una delle aperture e guardò dentro. Il tempo aveva portato via quasi tutto e ciò che rimaneva non bastava a raccontargli cosa fosse accaduto tra quelle mura.

Fu allora che cominciarono le domande.

Quante persone avevano abitato quella casa? Dove mangiavano? Dove dormivano? Chi usciva per primo al mattino e chi rientrava per ultimo la sera?

Una soglia consumata lascia intravedere una stanza vuota, in luce e ombra.

Guardò di nuovo la strada e provò a immaginare qualcuno che tornava lungo lo stesso percorso che aveva appena fatto lui. Poi qualcun altro comparve sulla soglia. Una voce chiamò dall’interno.

Non riusciva a vederne i volti.

Tornò a osservare le aperture, cercando di capire a cosa servissero gli spazi, quali fossero stati aggiunti dopo, dove potesse svolgersi la vita quotidiana. Ogni particolare che prima gli era sembrato soltanto vecchio adesso apriva una possibilità.

Più cercava di capire, meno la casa sembrava vuota.

Si avvicinò ancora.

Pensò alle mattine in cui quella porta doveva essersi aperta quando il sole era appena sorto, alle sere in cui qualcuno l’aveva richiusa dopo il ritorno dai campi, al rumore dei passi, agli attrezzi lasciati da qualche parte, alle voci che quelle mura avevano ascoltato quando nessuno avrebbe potuto immaginare che un giorno sarebbero rimaste in silenzio.

Non sapeva se fosse andata davvero così.

Ed era proprio ciò che non sapeva a trattenerlo.

Portò una mano alla tasca.

Il telefono era lì.

Avrebbe potuto cercare il nome della casa, scoprire chi ci aveva abitato, forse trovare qualche fotografia. Immaginò quanto sarebbe stato semplice.

Poi guardò di nuovo la soglia.

Lasciò il telefono in tasca.

Continuò a osservare.

Non cercava più di capire se quella casa fosse bella. Cercava le persone che non c’erano.

Quando riprese il sentiero, il mare tornò ad aprirsi davanti a lui, molto più in basso. La luce era cambiata e l’acqua aveva preso un colore più profondo. Lo contemplò ancora, come aveva fatto tante volte quel pomeriggio.

Poi continuò.

Dopo pochi passi si voltò.

Il mare era ancora lì, bellissimo.

Ma cercò la casa.

Il sentiero continua fra gli ulivi e scompare oltre una curva.
BRIVADI NARRA
ItalianoEnglishDeutsch