L’uomo continuò a guardare il muro che emergeva tra gli alberi.
Non sapeva se lì dentro ci fosse una storia e non sentiva il bisogno di inventarne una.
Quando tornò al belvedere non disse nulla. Si fermò accanto al muretto e guardò il mare, quasi aspettandosi che fosse il Guardiano a chiedergli qualcosa. Il Guardiano continuava a osservare l’orizzonte.
Fu lui a rompere il silenzio.
«Vedi quell’uomo?»
L’uomo seguì la direzione del suo sguardo.
Più in basso, lungo una strada che attraversava i campi, qualcuno camminava lentamente con un piccolo secchio in mano. Da quella distanza non riusciva a distinguere molto altro.
«Sì.»
«Cosa dovrei guardare?»
«Lui.»
L’uomo tornò a osservare quella figura.
«Chi è?»
«Non lo so.»
La risposta lo sorprese. Guardò il Guardiano, convinto che avrebbe aggiunto una spiegazione.
Non arrivò.
L’uomo tornò a guardare verso la strada.
La figura con il secchio continuava a camminare senza fretta e poco dopo scomparve dietro la vegetazione.
«Tutto qui?»
«Hai visto un uomo.»
«Questo l’avevo capito.»
Davanti a lui il mare occupava quasi tutto l’orizzonte e, più in basso, la strada lungo la quale era scomparso lo sconosciuto si intravedeva soltanto a tratti tra gli alberi.
Avrebbe potuto restare lì.
Invece continuava a cercare con gli occhi il punto in cui quell’uomo era scomparso.
Non sapeva chi fosse, dove stesse andando o perché il Guardiano glielo avesse fatto notare. Forse proprio per questo si staccò dal muretto.
Il Guardiano continuò a guardare il mare.
L’uomo prese la strada.
La strada saliva leggermente verso l’interno e poco dopo si restringeva tra canne, rovi e terreni che sembravano non essere lavorati da tempo. In alcuni punti l’erba aveva quasi cancellato i vecchi confini e gli arbusti cresciuti senza ordine occupavano ciò che un tempo dovevano essere stati campi.
Non vide più l’uomo con il secchio, ma continuò nella stessa direzione senza sapere cosa avrebbe trovato.
Dopo una curva lo vide di nuovo.
L’uomo con il secchio aveva lasciato la strada ed era entrato in un piccolo terreno. Solo avvicinandosi il visitatore si accorse che si trattava di una vigna, pochi filari raccolti su una striscia di terra che sembrava essersi sottratta, quasi per caso, all’abbandono circostante.
Tutt’intorno l’erba cresceva alta e irregolare, i rovi avanzavano dai margini e in alcuni punti non era più possibile capire dove terminasse un terreno e ne cominciasse un altro. Nella vigna, invece, i filari conservavano ancora il loro ordine e tra le foglie comparivano grappoli protetti da una rete verde che il vento faceva gonfiare e ricadere lentamente.
Il visitatore si fermò sul sentiero.
Guardò la vigna, quasi aspettando che qualcosa attirasse la sua attenzione.
Poi sorrise di quella stessa attesa e si lasciò prendere da ciò che aveva davanti.
L’uomo con il secchio, intanto, si muoveva lentamente tra i filari. Ogni tanto si chinava, spostava una foglia o controllava un grappolo; una volta liberò un tralcio rimasto impigliato nella rete, si pulì le dita sui pantaloni e proseguì.
Non guardava il mare, anche se da lì doveva essere ancora visibile oltre i campi, e non sembrava interessato a nient’altro che alle poche file di viti davanti a lui.
Non c’era niente di straordinario in ciò che faceva e forse fu proprio questo a trattenere il visitatore.
Quell’uomo non sapeva di essere osservato. Non aveva nulla da mostrare e nessuna ragione per rendere interessanti i propri gesti.
A un certo punto raggiunse l’estremità di un filare e posò il secchio a terra. Sollevò un lembo della rete, prese un grappolo tra le dita e lo girò appena verso la luce, osservandolo da entrambi i lati prima di scegliere un acino.
Lo staccò e lo assaggiò lentamente.
Fece un piccolo cenno con il capo, così lieve che il visitatore non avrebbe saputo dire se lo avesse visto davvero.
Si passò il pollice sulle labbra, lasciò il grappolo e portò una mano verso la rete.
Sembrava sul punto di rimetterla al suo posto.
La mano, però, si fermò.
L’uomo guardò il lembo che aveva sollevato. Il gesto durò abbastanza da non sembrare una semplice distrazione. Poi abbassò lentamente il braccio, raccolse il secchio e si avviò verso la strada.
La rete rimase aperta.
Il visitatore seguì l’uomo con lo sguardo fino alla curva, poi tornò a osservare quel piccolo varco tra le maglie verdi, dove il vento entrava sollevandone appena i bordi.
Pensò di chiamarlo.
La mano, però, era arrivata quasi alla rete. Si era fermata proprio lì e, prima di andarsene, l’uomo aveva guardato ciò che stava lasciando aperto.
Quasi senza volerlo cominciò a cercare una spiegazione. Forse c’era una ragione legata alle viti che lui non conosceva, forse voleva lasciare entrare qualcosa oppure sarebbe tornato poco dopo.
Le possibilità si moltiplicavano con la stessa facilità con cui, davanti al rudere, aveva riempito le stanze vuote di vite che non conosceva.
Le lasciò cadere.
Non sapeva perché quell’uomo avesse lasciato la rete aperta.
Continuò a guardare.
Al di là della rete, i filari correvano ordinati per pochi metri prima che ricominciassero l’erba alta e i rovi. Il contrasto gli sembrò più evidente di quanto fosse stato al suo arrivo: da una parte la vegetazione aveva lentamente cancellato forme e confini, dall’altra ogni vite occupava ancora il proprio posto e i grappoli pendevano tra foglie che qualcuno aveva appena sollevato, controllato e rimesso in ordine.
Poco prima aveva cercato persone dentro mura abbandonate.
Qui qualcuno era appena passato.
Abbassò lo sguardo verso la rete aperta.
Avrebbe potuto raggiungerla in pochi passi e rimetterla al suo posto. Gli sembrò persino la cosa più naturale da fare, ma non si mosse.
Quella rete non apparteneva a lui.
E nemmeno quel gesto.
Riprese il sentiero.
Dopo pochi passi si voltò.
La vigna era ancora visibile tra i terreni incolti e il vento continuava a sollevare il lembo della rete lasciato aperto. Più avanti, dell’uomo con il secchio non c’era già più traccia.
La guardò ancora, poi continuò a camminare.
Per molto tempo gli rimase davanti un gesto insignificante che non riusciva a dimenticare: una mano arrivata quasi alla rete, rimasta immobile e poi tornata indietro.

